ESORDI
Un lunedí, vicino
al mare, la parola risuonó.
Era
estate tra i calmi
campi di grano e mai
l’ulteriore rogo
delle furie si propagó
con tanta iniquitá.
Arrivarono
cariche di odio
nei camion, grida
e corde nei camion. Ebbri
di mosto e sperma, scesero
fino al mare
bruni adolescenti,
ciechi e reclutati
con gli strumenti della tirannia,
ragazzine appena fertili
con frecce nel seno,
mostruositá e striscioni
alla testa degli inni.
Tra i ranghi disordinati e rotti, chi
mi accompagnó per mano
alla frontiera fratricida, dove
mi rubarono l’innocenza del bambino?
Oh che terribili ed ostili esordi
della patria. Párvula madre
mia, che cosa hai fatto
di noi, noi che appena
potemmo imparare
le tabelline della speranza?